Prima conferenza della VIA

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Prima conferenza della VIA

Questo e' il draft iniziale del report sulla conferenza redatto da Mauro usando le note tenute da Luca Boscolo ed altri. Il report finale viene raffinato a piu' mani e sara' poi pubblicizzato ampliamente nella VIA.


Lunedi’ 21 settembre 2009 si e' tenuta la prima conferenza della VIA a Manchester. Tema principale: principi per un sistema universitario meritocratico. La conferenza si e' svolta dalle 11 alle 18, presso la Entrance Hall (B000) nel Sackville Street Building dell’Universita’ di Manchester, Manchester (postcode: M60 1QD).

Mauro ha inizialmente proposto di organizzare questa conferenza verso la meta' di luglio 2009, dopo la partecipazione al vivo dibattito del incontro di Londra, in cui l'Onorevole Laura Garavini [1] dimostro' forte interesse ad incontrare gli altri accademici della VIA. Ci si accordo' sulla data del 21 settembre, giorno in cui Laura Garavini ed altri onorevoli con cui Mauro era in contatto a seguito della petizione contro la chiusura del consolato di Manchester avrebbero avuto la possibilita' di venire a Manchester. Furono quindi invitati gli onorevoli Antonio Borghesi (IDV), Aldo di Biagio (PDL) e Pierferdinando Casini (UDC) ed i Senatori Ignazio Marino (PD) e Gaetano Quagliarello (PDL). Di Biagio e Marino tennero in sospeso la loro possibile partecipazione fino a meta' settembre, mentre Borghesi, dopo una breve opera di convincimento, addirittura disse che sarebbe venuto per due giorni! Dopo aver chiesto in giro a vari colleghi, incluso TUTTI i full professors della VIA, si raccolse un buon numero di possibili speakers alla conferenza ed un programma preliminare con titoli tentativi fu messo insieme a fine luglio, dopo che Lucio aveva assicurato la venue presso il suo istituto di Sackville street. Silvia Massini propose di estendere l'invito anche al presidente della Repubblica, Napolitano, ed una lettera fu iterativamente messa insieme col contributo di vari colleghi, postata sul web il 23 luglio e mandata a vari indirizzi di collaboratori del presidente il 24 Luglio. In data 31 Agosto si ebbe risposta epistolare da parte del consigliere diplomatico del presidente, che a nome dello stesso ringraziava dell'invito, a cui ovviamente non poteva partecipare per impegni istituzionali, ma elogiava l'iniziativa.

Superate difficolta' organizzative grazie all'aiuto di vari membri della VIA (Luca Boscolo, Michele Zito, Silvia Massini, Federica Ciamponi, Manuela Costanzo e tanti altri, anche freschissimi membri della VIA) si divulgo' l'evento con un post sul BLOG della VIA e varie comunicazioni stampa verso meta' settembre. Per la diffusione dell'evento attraverso la rete della VIA, si lascio' all'iniziativa dei vari 'organizers' e singli 'node'. In effetti la data del 21 settembre coincideva con l'inizio della 'freshers week' non solo alla Manchester University, ma in molte altre universita' negli UK ed un buon numero di colleghi aveva gia' comunicato che questo (e magari altri impegni) impedivano loro di partecipare alla prima conferenza della VIA - i cui lavori, comunque, coprivano tutta la giornata, soprattutto di pomeriggio (in cui impegni accademico-didattici sarebbero stati limitati). Si pensava ad una partecipazione di ca. 50-60 persone, inclusi speakers ed organizers, ed su questi numeri Mauro organizzo' il servizio di catering (pagato sui suoi fondi universitari). Il numero globale di partecipanti fu infatti di 49, ma solo una quarantina erano presenti all'inizio. Una certa delusione per questa limitata partecipazione, amplificata dall'ampiezza della bella aula, fu percepita non soltanto da Mauro, ma anche da vari 'organizers' che volenterosamente avevano partecipato alla organizzazione e funzionamento della conferenza sin dalla mattina del 21. Va qui fatta menzione di queste meravigliose persone: Federica, Mara, Cristina, Annalisa, Paola, Alessandro, Roberto e Graham, che hanno contribuito ad una organizzazione efficiente e simpatica, da fare invidiare qualsiasi agenzia congressuale professionista!

Bisogna ricordare che due recenti 'node' della VIA, Massimo Cristaldi (Oxford) e Simona Milio (LSE, London) che erano programmati come speakers diedero disdetta all'ultimo momento causa gravi ragioni personali. Quindi i lavori, iniziati con un rituale quarto d'ora accademico, si svolsero seguendo una scaletta rivista in parte rispetto al PROGRAMMA postato sul sito, anche per dar tempo a Laura Garavini e poi Antonio Borghesi di arrivare in tempo per integrarsi nella serie di talks.

Il PROGRAMMA di come si e' realmente svolta la conferenza fu quindi il seguente:

11.10 - Apertura lavori e moderatore da parte del Prof. Lucio Piccirillo, il 'padrone di casa' a Sackville street.

11.15 - Welcome, Prof. Maynard Case, Associate Vice-President della Manchester University: Il Professor Case, che conosce bene l'Italia dove ha una casa di campagna, si chiede come mai il livello accademico dell’Italia e’, in genere, medio-basso.? Mancanza di talenti? No, molti dei miei colleghi sono Italiani e stanno fornendo un ottimo contributo allo sviluppo dell’Universita’ di Manchester, cosi’ come in altri Paesi ma fuori dall’Italia. Mancanza dei soldi? Forse neanche. Crede invece che i motivi siano da ricercarsi nella mancanza di un sistema di meritocrazia.

11.25 - Saluti dal Prof. Salvator Amendolia, attache’scientifico presso l’ambasciata d’Italia: Il Prof. Amendolia, che rimane professore ordinario in Italia, descrive i compiti del suo ufficio di attache' scientifico e si prodiga in elogi all'iniziativa della VIA, che pero' vede come una associazione di respiro locale. Mentre il modello da seguire sarebbe quello della ISSNAF, che e' una fondazione a cui hanno lavorato attache' scientifici e vari scienziati italiani in USA nel corso di 3 anni. Propone di organizzare una struttura simile in UK con il suo supporto ed il contributo della VIA e dei suoi membri, magari come nucleo 'catalitico' iniziale. Dettagli pratici di come questo si possa realizzare sono pero' rimasti assai vaghi, anche nella successiva discussione pomeridiana.

11.35 - Mauro Degli Esposti: temi della conferenza ed il ‘VIA25 ranking’ delle universita’: Mauro ha brevemente accennato come in UK l’organizzazione dei ricercatori e professori qua in UK e’ piramidale, nel senso che ci sono molti ricercatori e pochi professori mentre in Italia ci sono molti piu’ professori. Ribadendo quel che il Prof. Case aveva precedentemetne accennato, il sistema Italiano e’ in crisi perche’ non e’ basato sul merito. Abbiamo invitato dei personaggi politici dell'Italia a questa conferenza, compreso il presidente della Repubblica il quale ci ha risposto, dicendo che questo tema della riforma basata sul merito gli stia molto a cuore. Ma come si valuta il merito? Per dare una risposta tangibile a questa domanda fondamentale, e fornire tramite la VIA un contributo per la imminente riforma del sistema universitario italiano sulla base del merito, Mauro ha presentato i risultati dei suoi recenti studi sul ranking delle universita' italiane, che hanno portato all'elaborazione di una nuova classifica ponderata, the cumulative VIA25 ranking. Questo lavoro sara' pubblicato su una rivista accademica, Bulletin of Italian Politics, lanciata dal collega Prof. James Newell, lo speaker successivo della conferenza.

11.45 - James Newell: Italian politics and education policy: Il Prof. Newell studia la politica italiana da un angolo neutrale e molto accademico. Si chiede se l’Italia sia veramente questo paese diverso come spesso viene indicato. E’ normale che si vada a votare prima della fine del mandato? E’ normale che ci siano troppi partiti? E’ normale che la popolazione Italiana si rifiuti di cambiare la costituzione che e’ fra le piu’ vecchie in Europa? Tutto questo e’ negativo? Le sue risposte sono negative, rilevando come ci sia una tendenza a giudicare l’Italia negativamente dall'esterno. Si dice che e’ la piu’ corrotta democrazia in Europa, ma quali sono i paramentri per valutare questo? Si dice che i servizi pubblici italiani sono inefficienti, ma in molti casi risultano meglio della media europea, per esempio nel servizio sanitario. Si dice che non c’e’ sicurezza ed anche qui, in realta', l'Italia risulta piu’ sicura di molti altri Paesi europei. La Pubblica Istruzione e’ molto simile a quella degli altri Paesi Europei. Il basso tasso di crescita che l'Italia ha avuto negli ultimi anni spinge i governanti a migliorare il sistema scolastico e pure a rinnovare il sistema industriale per competere con Paesi emergenti come la Cina. Il sistema scolastico dovrebbe essere reso a disposizione dell’economia con un forte accento sui traguardi e le varie universita’ dovrebbero competere tra di loro. Ma questi sono aspetti teorici. In pratica, dagli anni ’90 il sistema universitario ha avuto diverse riforme. L’introduzione della laurea breve, assunzione di nuovi docenti e la ripartizione dei fondi in base al merito [quest'ultimo aspetto e' molto recente ed assai controverso, come precedentemente indicato da Mauro]. Il Prof. Newell fa poi le seguenti riflessioni dettagliate su queste riforme: 1. Sono state influenzate dalla policy di Public Management: infatti la Riforma Moratti ha introdotto i contratti a tempo determinato per i ricercatori e la Riforma Gelmini i fondi in base al merito. 2. Hanno avuto un certo successo: per esempio la laurea breve ha aumentato il numero di laureati ed ha aumentato il retention rate degli studenti universitari; 3. Ma, in generale, il giudizio e’ negativo, perche’ i professori non devono rendere conto al pubblico, altrimenti in questo modo perdono la loro indipendenza accademica. Per esempio i professori non possono fare una ricerca un po’ “rischiosa”. Secondo Newell, gli accademici sono simili ai giudici: devono dare dei giudizi e non devono essere assogettati da pregiudizi popolari [un'opinione validissima, ma assai contenziosa in UK ed Italia, come discusso dopo]; 4. Gli scopi dei governanti italiani ci sono e sono lungimiranti, ma il problema e’ che ci sono dei comportamenti anti-politici. Vedi la legge Gelmini, che ha provocato una insurrezione degli studenti, senza la quale forse le parti politiche avrebbero preso in discussione la sua riforma in maniera piu' organica. In conclusione, la situazione del sistema universitario italiano e' dinamica e non del tutto negativa...

12.10 - Francesco Cerisoli: cambiamenti richiesti dai giovani ricercatori: Francesco, che lavora come Post-Doc in Olanda, parte col delineare quali sono i players in questo gioco dell'universita': Accademici, Politici, Sindacati e Precari. Le statistiche vedono le universita’ Italiane molto in basso, tra i Paesi piu’ industrializzati; forse la Francia e’ l’unica ai nostri livelli. La legge Berlinguer ha reso le universita’ indipendenti e come risposta i professori hanno approfittato di questo sistema. Infatti il numero di professori ordinari, in assoluto e rispetto a quello dei ricercatori, e’ aumentato di molto negli ultimi 12 anni. Questo aumento dei professori sta mettendo in crisi il sistema perche’, tra qualche anno, considerando anche i tagli ai finanziamenti, non ci saranno piu’ soldi per i salari. Bisogna quindi cambiare le regole di reclutamento. Fino ad oggi la commissione e’ sempre la stessa, l’esame di concorso ha un tema di carattere generale e non e’ specifico della carica per la quale il candidato viene assunto. Come presidente della Associazione Nazionale dei Ricercatori Precari (APRI [2]) pensa che la commissione concorsuale dovrebbe essere sorteggiata, si dovrebbero togliere le prove scritte ed orali, e pure i limiti al numero (massimo) di pubblicazioni. Inoltre, dopo il concorso la commissione dovrebbe fare una classifica. Poi si dovrebbe fare un’agenzia pubblica che distribuisca i fondi, dare resposabilita’ a chi recluta per la ricerca, in modo che se non ha risultati viene punito direttamente. Infine bisognerebbe pure mandare in pensione i professori all’eta’ di 65 anni, mentre al momento ci sono parecchi professori Italiani sui 70 anni ed oltre. Abbiamo mandato a tutti questa proposta ed ora il ministro Mariastella Gelmini ha introdotto l’Agenzia di Valutazione, ma non si capisce bene come dovrebbe funzionare, mentre il ministero dovrebbe distribuire l’8% del fondo nazionale di quest'anno sulla base del merito delle singole universita'. Ma solo l'8%? Mentre il discorso della pensione (anzi, pre-pensionamento) si e’ arenato.

12.30 - On. Laura Garavini: presentazione del progetto di legge PRIME: L'onorevole Garavini, arrivata da poco dall'aeroporto, e' partita usando la presentazione powerpoint del PRIME presente sul suo sito, e ha raccontato come si sia creato il progetto PRIME assieme a dei ricercatori all’estero, poi sviluppato in proposta di legge che cerca un modo per migliorare il sistema della ricerca italiana. Al momento il sistema Italiano ha una carenza in meritocrazia, poca trasparenza nello sviluppo delle carriere, pochi fondi ed indipendenza. Abbiamo pensato ad un’organizzazione che: 1. Sostiene il ritorno dei cervelli, comunque non e’ negativo avere un’esperienza all’estero in quanto in questo modo si rende il sistema Italia piu’ internazionale. Infatti al momento la percentuale di ricercatori stranieri in Italia e’ bassissima. 2. Mobilita risorse pubbliche e private ed anche a carattere internazionale. Al momento non tutti i fondi disponibili forniti dalla Communita’ Europea vengono usati dall’Italia. 3. Possono essere soci il CNR, Universita’ ed i privati. 4. Il comitato scientifico e’ composto da 5 scienziati, 3 internazionali 1 dal CNR ed 1 dal PRIME stesso. 5. Meritocrazia, indipendenza a dimensione europea, senza concorsi e i progetti/proposte valutati attraverso un meccanismo di peer review. 6. Cura i risultati e trasparenza di carica. 7. Progetti junior<35 anni, esperienza all’estero di 3 anni con fondi di 250,000 euro, progetti senior con esperienza all’estero almeno 5 anni con fondi di 400,000 euro. 8. Il ricercatore e’ l’unico che recluta e sceglie la propria universita’. 9. Obiettivo EU e’ 3% mentre in Italia i fondi alla ricerca sono al 1.9% del PIL.

La presentazione dell'On. Garavini ha creato molto interesse e curiosita' fra i presenti, come indicato anche in un successivo comunicato stampa [3]. Solo un primo breve round di domande e risposte fu fatto prima che il moderatore Lucio Piccirillo invitasse i partecipanti a fruire del pranzo leggero a buffet, nel frattempo preparato dall'agenzia 'Food on campus' con l'aiuto di vari organizers.

Durante la pausa pranzo si ebbe occasione di conoscere vari colleghi che erano venuti da fuori citta', come Saverio Stranges e Mariarita Martino da Warwick, Sara Fregonese da Londra, Simona Barresi e Pasquale Caruso da Salford - tutte persone che non avevano ancora partecipato ad iniziative della VIA. Inoltre, si decise di organizzare la seduta pomeridiana in modo piu' flessibile, date anche le incertezza sul collegamento Skype programmato (ma non confermato, in effetti alla fine non si fara') col Sen. Marino. Mauro prese il ruolo di moderatore e richiamo' i partecipanti (rimasti, mentre altri arrivarono man mano durante il pomeriggio) alla ripresa dei lavori.

2.00 PM - Antonio Inforzato: un ‘cervello fuggito’ che sta ritornando in Italia: Antonio Inforzato ha raccontato in modo molto simpatico la sua storia di giovane scienziato formatosi in Campania, poi progressivamente spostatosi verso Nord, con una lunga parentesi in UK (prima Oxford e poi Manchester, dove lavora da oltre 3 anni nella stessa facolta' di Scienze di Mauro). Ora sta per ritornare in Italia, a lavorare come senior Post-Doc vicino a Milano, nel laboratorio dello scienziato italiano che originariamente scopri' la proteina che Antonio ha studiato assiduamente negli ultimi anni.

2.20 - Silvia Massini: aspetti di governance e controllo nel sistema universitario italiano: Silvia Massini ha discusso il documento sulla ricerca in Italia elaborato dall'ISSNAF per congresso organizzato proprio oggi a Milano, presso la Bocconi, fra i cui partecipanti c'e' il suo supervisor di un tempo, il Prof. Dosi (che formalmente e' pure Honorary Professor alla Manchester Business School). Si e' rilevato come la proposta ISSNAF di istituire un'agenzia centrale per la ricerca trovi ampi consensi, anche fra noi scienziati e studiosi in UK.

Mauro ha poi tirato le file di una intensa discussione sui temi presentati sinora, che si e' inevitabilmente incentrata su domande rivolte a Laura Garavini, che molti oramai avevano conosciuto personalmente nella pausa pranzo. Durante questa discussione, l'On. Borghesi arrivo' dall'aeroporto e partecipo' subito ai temi di discussione, per poi partire con la sua presentazione.

3.00 On. Antonio Borghesi: esperienza di un accademico in parlamento: A braccio, Antonio Borghesi racconto' della sua esperienza accademica (ha fatto carriera all'universita' di Verona, dove tuttora e' professore ordinario in aspettativa, prima di entrare in politica [4]) e delle storture del sistema universitario, che conosce bene dal di dentro. In modo provocatorio, ha detto che ci sono troppe Universita’ e troppi professori che stanno esaurendo le risorse - infatti il livello accademico si e’ notevolmente abbassato negli ultimo 30 anni. C’e’ stata inoltre una moltiplicazione dei corsi che aveva portato ad assumere degli esterni per l’insegnamento che non avevamo proprio i titoli per insegnare ed anche questo e’ stato uno spreco notevole. C’ e’ il nepotismo da combattere che, anche qui, rimane un fenomeno che si e’ additrittura ingrandito negli ultimi 30 anni. Ha pure sottolieato come sia poco apprezzata la ricerca fra i banchi del parlamento italiano, anche perche' non esiste una Lobby Per la Ricerca - mentre invece ne esistono di fortissime per certe regioni e o interessi di vario tipo. [Questo e' un tema che e' emerso anche in successive conversazioni con Mauro ed altri]

3.15-4.15 Mauro ha portato avanti la discussione generale dando la parola a molti dei partecipanti, incluso Ludovica Serratrice e Simona Giordano che erano appena arrivate alla conferenza. Vari i temi e le domande discusse, che si aprivano in modo non necessariamente coordinato su un ampio spettro di problemi legati al sistema universitario italiano e la sua riforma. Combinato con la delusione del collegamenteo con il Sen. Marino, il progressivo sfilacciamento della discussione fu ulteriormente accentuato dalla dipartita dell'On. Garavini e di altri.

Dopo un breve coffee break, si svolse l'ultima parte della conferenza, quella piu' intimamente legata alla natura della VIA e del suo futuro. Moderatori: Lucio Piccirillo, Michele Zito e Mauro Degli Esposti

4.30PM Michele Zito: cos’e’ la VIA? Michele Zito ha presentato i risultati di un survey pubblicizzato nel mese precedente la conferenza sul sito della VIA, atto a meglio comprendere la distribuzione geografica e socio-economica dei membri di questa nostra organizzazione. Al sondaggio hanno risposto 54 persone. Benche' il sondaggio non sia stato compilato con particolare rigore statistico, e benche' il numero di risposte non sia particolarmente elevato, ci sentiamo di avanzare la possibilita' che esso possa suggerire i trends di base di questa nostra organizzazione. In particolare la VIA sembra essere formata da una maggioranza di persone relativamente giovani, in gran parte occupate in posizioni temporanee di ricerca nel Regno Unito, relativamente mobili, che hanno a cuore l'Italia, e che probabilmente tornerebbero volentieri a viverci se il nostro paese si mostrasse maggiormente ospitale nei loro confronti. Relativamente sottorappresentati sembrano essere gli accademici italiani con posizione permanente in questo paese. Successivamente, ed animatamente sino alle 6 PM, Michele Zito e' stato moderatore di un dibattito nel quale si e' discusso a piu' voci sulla struttura ed evoluzione della VIA (verso una possibile VIA 2.0). Il Prof. Amendolia, prima di commiatarsi, ha sottolineato l'importanza di estendersi verso Londra ed integrarsi con le iniziative che avrebbe in mente. Altri invece sono contenti di una struttura orizzonalmente aperta, ma incentrata nel Nord UK dove la VIA e' nata. Con varie sfumature, un po' tutti concordavano col fatto, ribadito da Paolo (appena arrivato da una conferenza overseas), che la struttura comunicativa creata sinora, con una rete di nodi ed una centralina (piu' BLOG e vari forums), non ha funzionato efficacemente nel trasmettere notizie ed iniziative, e neppure a coinvolgere piu' persone nella costruzione di contenuti e proposte. La discussione su un principio di Statuto della VIA, preparato in bozza da Michele previa discussione con Renato Vitolo, ed altri membri della VIA e disseminato fra tutti i partecipanti, non ha poi preso molto piede poiche' si e' ritenuto indispensabile prima chiarire gli aspetti organizzativi di come la VIA potesse evolversi efficacemente. Si e' anche pensato ad istituire la VIA come 'charity' (visto che si tratta di una organizzazione che di fatto opera nel Regno Unito) prima ed invece di una fondazione secondo la nozione italiana (come vorrebbero altri fra cui il Prof. Amendolia), concetto che si e' scontrato con gli avvertimenti di partecipanti che hanno esperienza in questo tipo di associazione, che comporta tempi non brevi ed impegni vari. Nonostante la difficolta' di discernere un comune intendimento nel dibattito, si e' alla fine riusciti a concordare su un percorso minimo per il prossimo futuro:

1. Implementare il sistema di comunicazione interna alla VIA - partendo da una mailing list a cui Luca Boscolo, Paolo Missier e Michele Zito lavoreranno integrando le loro compentenze IT e le informazioni che tutti i partecipanti contribuiranno;

2. Una volta ottimizzato il nuovo sistema comunicativo, definire una base di persone effettivametne interessate a contribure alla evoluzione della VIA e coinvolgerle, con opzioni web il piu' interattive possibile, nella definizione dello statuto, del tipo di associazione da creare e delle iniziative future, compreso la possibilita' di estendersi 'nationwide' in un quadro di collaborazione con l'ambasciata di Londra ed il Prof. Amendolia.

Ad inizio ottobre siamo vicini a raggiungere il punto 1 di questa nuova fase, che possiamo chiamare: VIA Evolution 1. Invitiamo tutti a parteciparvi!

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