Lobby Per la Ricerca

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Lobby Per la Ricerca - LPR

Ma perche' la ricerca e' sempre la cenerentola delle priorita' governative in Italia? Quando mai e' stata messa al centro della discussione politica e programmatica? Al di la' dei ricorrenti scandali su concorsi e scienziati italiani costretti a fuggire all'estero (vedi esempi recenti nel Gelminometer). Una ragione fondamentale, come emerso nella discussione della Prima conferenza della VIA, e tanto piu' in conversazioni private con l'On. Borghesi, e' che non esiste una lobby, ne' in parlamento ne' in settori che possono veramente influenzare le decisioni legislative. Una lobby che sia sensibile ai problemi della ricerca ed innovazione e sia in grado di portare avanti iniziative valide per migliorare e potenziare la ricerca in Italia, rispondendo a sollecitazioni e proposte che vengano da noi scienziati sul campo - in Italia o all'estero - invece che dai soliti rettori e full professors che sono da tempo dedicati alla politica. Mauro pensa che la VIA, soprattutto se connessa in una rete di reti con altre organizzazioni con forte presenza web come APRI, ADI e magari ISSNAF (tutte gia' linkate al sito della VIA), potrebbe assumere un ruolo trainante per stimolare la formazione ed azione di una LPR in parlamento. Meglio far creare ed influenzare il funzionamento di una fondazione con ampi fondi e strumenti in Italia, che avviare un'altra fondazione 'virtuale' che al massimo potra' dar via un paio di borse di studio ogni tanto...


Novembre 2009. Un primo tentativo di stimolare la formazione di una LPR e' partito, avendo come target i compenenti della Settima commissione permanente del Senato (Istruzione e beni culturali) e poi quella della Camera (VII, cultura)[1]. Si sa che esiste una fortissima lobby dei professori (ci sonon circa 60 docenti universitari in parlamento), che apparentemente e' seconda solo a quella degli Avvocati, fara' di tutto per snaturare elementi innovativi di riforma del sistema universitario [2]. Non risulta pero' che questa lobby consolidata abbia fatto pressione, nel passato, per aumentare veramente i finanziamenti alla ricerca od arginare il progressivo sgretolamento, anche culturale, dell'attenzione e rispetto per i temi della ricerca di base in Italia. Questa sarebbe la vera 'mission' per una LPR efficace!


20 Novembre 2009. La 'fase 2' dell'iniziativa della Via-academy per la formazione di una LPR e' iniziata, avente come primo target specifici miglioramenti del regolamento ANVUR (derivati dal report del 16 Novembre). I miglioramenti suggeriti sono stati mandati a TUTTI i parlamentari della VII commissione cultura della camera, piu' altri gia' in contatto con la VIA. Si spera che questi suggerimenti vengano in qualche modo presi in considerazione al momento di formulare il parere della commissione sul regolamento ANVUR! Intanto verifichiamo quali parlamentari siano sensibili e anche disponibili alla LPR.


26 Novembre. I parlamentari che hanno risposto alla prima iniziativa di LPR con target il regolamento ANVUR sono stati gli Onorevoli Manuela Ghizzoni, Laura Garavini, Carmen Motta e Giovanni Bachelet (PD), che l'hanno valutata positivamente, mentre L'On. Luisa Santolini-Capitanio (UDC) e Gabriella Giammanco (PDL) hanno mostrato un distaccato apprezzamento e l'On. Pierfelice Zazzera (IDV) ha contribuito informazioni. In effetti i parlamentari del PD all'interno della VII commisione della camera hanno assunto praticamente tutti i punti sottolineati nel messaggio mandato dalla Via-academy il 20 Novembre (derivato dal report del 16 Novembre) nel documento sottoposto alla discussione col relatore di maggioranza del parere sul regolamento ANVUR. Purtroppo, solo uno di questi punti e' stato recepito, in parte, nel parere ufficalmente approvato ieri in sede consultiva della commissione. Potrebbe sembrare ben poco, ma e' solamente un primo piccolo passo positivo verso lo sviluppo di una lobby incisiva!


1 Dicembre - La bella iniziativa dell'ADI sui fondi ricercatori 'perduti' [3] e' stata spontaneamente raccolta e diffusa dalla Via-academy, dall'APRI [4] e poi anche dall'ISSNAF [5] e dall'Osservatorio sulla ricerca [6], producendo quindi un sinergismo fra reti che fa ben pensare per future azioni di LPR! Addirittura si e' creato un 'short video' sull'argomento [7] - images can count for thousand words!


3 Dicembre - Il clima sul fronte ricerca rimane teso ma si respira incertezza. Quel che sembra certo e' che il ddl Gelmini, formalmente denominato: disegno di legge n. 1905 concernente la riforma della governance dell'università, sta per essere valutato dalla commissione cultura del Senato [8]. L'esame e' poi iniziato il 9 dicembre con il relatore Sen. Valditara [9].


9 Dicembre - Il prof. Garattini sintentizza bene i problemi della ricerca e della mancanza di sua 'adozione' dalle parti politiche in Italia in questo articolo riportato sul sito ISSNAF [10] , mentre monta la protesta che sfocera' nello scipero indetto dai sindacati per l'11 dicembre - ad un anno esatto di quello analogo dell'anno scorso [11].


10 Dicembre - Insieme all'APRI, la Via-academy ha elaborato un messaggio di stimolo ai parlamentari per fare stanziare maggiori risorse per la ricerca, in un'iniziativa concordata ed allargata con altri networks/associazioni nel web. L'evoluzione del documento e' riportata nella pagina 'discussion', da cui si e' distillato il seguente messaggio.

Gentili Onorevoli: Sarà tempo di crisi, ma la ricerca è di certo uno dei settori che ne risultano più colpiti! Ed il paradosso è che mentre le risorse - anche quelle già stanziate - son decurtate sempre più, tutti continuano a ribadire quanto sia importante la ricerca in un paese che spende meno di tutti gli altri avanzati in questo settore cruciale per l’economia! Ministri dell’attuale governo hanno annunciato, ripetutamente, che avrebbero destinato le nuove risorse dallo scudo fiscale all’università e alla ricerca. L’avrebbero fatto come priorità, anche per far digerire uno scudo fiscale assai controverso. Il 23 Novembre scorso il Presidente della Repubblica ha detto che bisogna evitare che ci sia "troppa differenza tra parole e fatti" sui finanziamenti alla ricerca. Ma ora, nei fatti, solo un decimo delle risorse dello scudo fiscale verrebbero destinate al fondo ordinario dell’ università, peraltro già fortemente decurtato, e non sembra esserci nessun nuovo stanziamento alla ricerca! Mentre gli autotrasportatori riceverebbero tanti soldi quanto le università, 400 milioni di EURO. Sarebbe ora di avere una lobby più forte di quella degli autotrasportatori! Perchè la ricerca genera innovazione e con essa lavoro e speranze per giovani di talento, che altrimenti verrebbero all’estero come molti di noi han già fatto. Producendo quindi un saldo negativo nell’investimento di formazione ed educazione della nazione.

Ci rivolgiamo direttamente a Voi parlamentari, che dovreste essere i paladini della cultura, dell’innovazione e della istruzione superiore in Italia, per sollecitarvi ad impegnarvi veramente ed ottenere molte più risorse per la ricerca. Obbiettivo-slogan: UN MILIARDO DI EURO PER LA RICERCAORA! Da dove? A scapito degli autotrasportatori, per esempio, o dell’arditissimo ponte sullo stretto. Non vorremmo chiaramente sostituirci al vostro ruolo legislativo. Ma permetteteci perlomeno di suggerirvi queste idee che a noi sembrano logiche, e nel contempo ricordarvi che la semplice incentivazione al pre-pensionamento degli oltre novemila docenti universitari ultrasessantacinquenni libererebbe enormi risorse! Se ci fosse la ferma volontà di premiare l’eterna cenerentola della ricerca, non ci sono limiti alle possibilità di incanalare fondi verso il settore più formativo delle attività umane! Basta che lo vogliate fortemente. E a quelli che cercheranno di dissuadervi, e magari ricattarvi con qualche blocco stradale, voi direte che la vostra azione segue una missione troppo alta, generatrice di innovazione e speranza, e che ORA è il momento di finanziare di preferenza la ricerca! Investire nella ricerca è un imperativo morale e politico perchè la ricerca sta alla base del progresso di una nazione. Non agire significa di fatto rinnegare il sostegno conclamato a parole per la cultura dell'innovazione. E permettere un’ulteriore fuga di cervelli all’estero, aumentando il drenaggio delle risorse investite nella formazione dei giovani. Il mondo dei giovani e di quelli che li educano sarà a lungo riconoscente del vostro impegno, ma vi additerà fra i responsabili dell’ulteriore degrado della ricerca se rimarrete inerti!

VIA – http://www.Via-academy.org APRI - http://www.ricercatoriprecari.it/

NOTA - A fine 2009 si sono stati alcuni commenti e anche positive valutazioni sul documento mandato ai parlamentari il 10 Dicembre, che e' stato menzionato anche in un breve articolo sul giornale 'Il fatto' (17 Dicembre). Comunque all'appello hanno risposto solo parlamentari ed esponenti del PD, da Giovanni Bachelet a Manuela Ghizzoni, Laura Garavini, Alessia Mosca, Pina Picierno e Marco Meloni.


8 Gennaio 2010 - Nell'anno nuovo che si apre con potenziali convergenze su riforme importanti per l'Italia, facciamo un primo punto di quel che si potra' fare per una incisiva Lobby Per la Ricerca. Innazitutto si e' organizzato insieme ad Andrea Biondi del King's College un incontro a Londra il pomeriggio del 16 Gennaio, sul tema collegato di Fuga (e controfuga) dei cervelli e lobby per la ricerca [12].

23 Gennaio - A questo incontro 'Contro-Fuga' a Londra[13], Mauro ha insistito nel discutere la proposta preliminarlmente chiamata legge dei 3 ricercatori, che poi si e' evoluta nella Legge Tocci-VIA. L'On. Professore Giovanni Bachelet, pur essendo favorevole in linea di principio, non e' sembrato poter fungere da interlocutore per l'azione di lobby. In effetti, i responsabili nel PD del settore ricerca ed universita', ora strutturati nel Forum Universita', Saperi e Ricerca, sono altri: la Prof. Maria Chiara Carrozza (direttore della Scuola Sant'Anna di Pisa [14]) e Marco Meloni (segreteria PD [15]), che hanno indetto la prima riunione del Forum a Roma per giovedi' 28 gennaio.


25 Gennaio - Un articolo 'Verso una lobby per la ricerca' e pubblicato sul Corriere d'Italia a seguito di una intervista telefonica a Mauro [16]. Sta intanto germinando una nuova proposta di emendamento siognificativo del ddl di riforma Gelmini, che puo' definirsi LPR02 .


27 Gennaio - L'On. Giovanni Bachelet menziona la proposta LPR01 (Legge Tocci-VIA) e l'incontro di Londra del 16 gennaio con la Virtual Italian Academy nel suo intervento alla camera contro un provvedimento del governo che avrebbe innalzato l'eta' pensionabile di professori ordinari a 75 anni in universita' private [17].


18 Febbraio - Insieme all'APRI si manda una lettera alla VII Commisione del Senato, dove una delegazione APRI aveva ottenuto un'audizione una decina di giorni prima, per esprimere la preoccupazione che l'emendamento dll'On. Ghizzoni, che libererebbe risorse per bandire concorsi da ricercatori, venga rimosso nel riesame del decreto mille-proroghe[18]. Il contesto di quest'azione, cui e' seguita una 'sferzatina' ai senatori dell'opposizione, viene riportato sul Gelminometer2.


"28 Settembre" - Mauro viene invitato a partecipare alla audizione zibaldone presso la VII commissione cultura della camera, per presetnare l'opinione dei ricercatori italiani all'estero sul ddl di riforma.

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