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2 June 2012
Abilitazione scientifica, NAZIONALE? Nel giorno della festa della Repubblica italiana, quest'anno dobbiamo prendere atto di un recente cambiamento di fase nella (contro)riforma del sistema universitario italiano. Il ricambio e la promozione del corpo accademico italiano sono stati devastati da tempo, anche a seguito di regole amministrative che facilitano promozioni interne e dai continui tagli di fondi che stanno mettendo in ginocchio anche i maggiori atenei italiani. Mentre alcuni di noi che erano scappati all'estero, pur vedendo aumentare l'emorragia del talento scientifico italiano ed il declino del profilo scientifico nazionale, coltivavano la speranza di poter rientrare un giorno per contribuire al ricambio e rinnovamento del sistema. Quel giorno sembrava vicino. Da mesi si attendeva oramai solo il cruciale decreto ministeriale che avrebbe avviato il processo dell'abilitazione nazionale, annunciato per questo mese (vedasi sito ViaWiki: ANVUR). Ma recentissimamente si apprende che questo decreto verrebbe superato da altri provvedimenti che cambieranno tutto! Oggi, nel giorno della festa nazionale, dobbiamo quindi contemplare un bel ritorno al futuro - del reclutamento locale dei professori universitari! Non riesco a commentare lucidamente questa fase di cambiamento, che mi risulta essere in evoluzione. Comunque, bozze dei nuovi provvedimenti ministeriali sono presentate e discusse in siti ben informati, come il BLOG APRI Colleagues and friends of Via-academy, what do you think?

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Posted by: dr. Mauro Degli Esposti



COMMENTS LIST

Condivido completamente il commento di Federico Morelli...ho l'impressione che l'abilitazione nazionale, se supererà a questo punto il vaglio di legittimità reso necessario dal ricorso dei costituzionalisti, farà fuggire diversi validi studiosi dall' Italia, in cerca di sistemi più logici e razionali Ciao luca
Posted by: Luca Cerioni | 6/26/2012 10:17:49 AM

Al di là di tutto quel che è stato detto negli altri commenti, alcuni aspetti del sistema che dovrebbe essere introdotto con la nuova abilitazione nazionale mi rimangono misteriosi: come si pensa che in questo modo uno studioso straniero possa candidarsi ad una cattedra in Italia? Sì lo so, attualmente una cosa del genere suona come una barzelletta — al di là di ogni altra considerazione bastano gli stipendi pagati in Italia a scoraggiare chiunque —, ma almeno teoricamente questa possibilità non dovrebbe essere resa ancora più assurda di quel che già è. O forse ci si aspetta che potenziali candidati dei vari paesi della EU — non parliamo di americani etc. — si preoccupino con regolarità quadriennale di mettersi in un procedimento tanto burocratizzato per le due fasce, perché, non si sa mai, potrebbe essere bandita una cattedra negli anni successivi? Misterioso mi è anche il senso di una abilitazione con la data di scadenza: se sono qualificato lo sono e basta, adesso come fra quattro anni. Sono via dall'Italia da 15 anni, e da 14 sono qui in Austria. Qui, come in Germania e a quel che so anche in Francia, ci si abilita, dopo il dottorato, con una nuova monografia — almeno nelle discipline in cui si scrivono monografie —, in un procedimento che tiene conto anche della attività didattica, delle pubblicazioni in genere e di referees internazionali. Io sono abilitato per le diverse fasce, e ovviamente senza data di scadenza ... Per gli stranieri di paesi che non hanno abilitazione si guarda non al titolo ma a curriculum e pubblicazioni. Il sistema garantisce che chi va a insegnare abbia un livello accettabile. Mi chiedo perché in Italia, quando si è deciso di distinguersi dal sistema inglese o americano e di introdurre una abilitazione, non si sia guardato ai paesi che una abilitazione la hanno già da parecchi decenni, e nei quali università e ricerca funzionano assai meglio che in Italia. E si sia invece fatto l'ennesimo pasticcio all'italiana, introducendo un procedimento macchinoso — rilevo la ostentata ferrea e rigida oggettività dei criteri di valutazione — che non è ne carne né pesce e non porterà nulla di buono. Saluti
Posted by: Federico Morelli | 6/26/2012 8:14:51 AM

Appunto...e con i tempi che corrono nell' Università italiana (blocco del turnover, rapporto 5:1 fra pensionamenti ed ingressi) e con le continue esigenze di riduzioni della spesa pubblica, la situazione lascia oggettivamente prevedere che le selezioni locali per associati si svolgeranno con il contagocce (o poco più)...e che quindi, fra coloro che ottenessero l'abilitazione nazionale, molti rischierebbero di veder trascorrere il periodo di 4 anni (scadenza dell'abilitazione) senza ottenere alcuna nomina...magari, come "sport", qualcuno potrebbe divertirsi a ripresentarsi per una nuova abilitazione ogni 4 anni fino all'età pensionabile..(mi scuso ma, in una situazione tragicomica, una piccola dose di ironia non guasta). Ciao Luca
Posted by: Luca Cerioni | 6/10/2012 9:22:49 PM

come sempre c'è il trucco. Il listone nazionale servirà a dare un' abilitazione, ma solo se c'è un "accordo" locale puoi essere chiamato dall' università..
Posted by: sebastiano mercadante | 6/10/2012 10:54:27 AM

Ciao, da parte mia continuo a ritenere che - sia con il sistema dell' abilitazione nazionale sia con un ipotetico sistema di reclutamento soltanto locale - i risultati saranno sempre gli stessi in termini di classificazione internazionale delle (attuali) Università italiane. A mio parere, o esiste un interesse vero al reclutamento (con un canale o con l'altro) di persone veramente capaci di produrre risultati scientifici di qualità, oppure non esiste: in tale ultimo caso, il sistema dell' abilitazione nazionale non muterà nulla...e potrebbe perfino aumentare il fenomeno della "fuga dei cervelli". Ciao Luca
Posted by: Luca Cerioni | 6/9/2012 10:15:44 AM

Ieri il Sole24Ore ha pubblicato l'ennesima denuncia della relativa bassa qualita' delle universita' italiane rispetto alla competizione europea, americana e asiatica. Lo ha fatto citando il rapporto annuale sulle migliori universita' pubblicato dal Times University Guide. Le classifiche anglosassone hanno un bias verso le organizzazioni anglosassone (cioe': se io invento un gioco, faccio le regole che mi tornano comodo), ma dimostrano delle conclusioni chiare: per esempio, la qualita' della didattica conta il 30%, mentre i fondi finanziari per la ricerca sono soltanto il 2.5%. Cio' dimostra che anche al livello di informazione scientifica agli studenti c'e' poco da essere soddisfatti. Chiaramente, l'arruolamento locale dei docenti riduce ulteriormente la capacita' di rinnovamento e di innovazione - per non parlare della ricerca, amministrazione, collaborazioni industriali, internazionali, etc. etc.
Posted by: Antonio Filippone | 6/8/2012 2:43:40 PM

Per questa settimana non se ne fa nulla del decreto Profumo, che viene acutamente analizzato in quest'articolo su la Voce, ripreso da Il Fatto: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/07/profumoleaks/255567/
Posted by: dr. Mauro Degli Esposti | 6/8/2012 5:53:53 AM

Si', e c'e' un'altra citazione evidente, visti i costi di tutti questi tentennamenti ministeriali. E' quella di Troisi e Benigni: "Alt, chi sei, cosa fai, dove vai...un fiorino!". La quale, non per nulla, si trova in "Non ci resta che piangere!" Maurizio
Posted by: Maurizio Busso | 6/5/2012 12:54:37 PM

Caro Degli Esposti, vedi che avevo ragione io? Siamo esattamente alla saga di "Totò e Peppino" .... Noi vogliamo sapere ... per andare ... dove dobbiamo andare ... per dove dobbiamo andare?
Posted by: Nicola Ferrara | 6/5/2012 12:20:27 PM

Segnalo oggi un dietrofront slla situazione concorsuale ed un probabile ritorno all'abilitazione nazionale, ma con numero chiuso (Cap): http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2012-06-04/altola-ritorno-concorsi-locali-221901.shtml
Posted by: dr. Mauro Degli Esposti | 6/5/2012 7:27:22 AM

Quello che si prepara a fare questo governo di "Professori" è ancora peggiore di quello fatto dai politici . Un disegno di legge utile solo per affossare tutto e non fare niente.Tutti sanno che un disegno di legge per essere approvato impiega più di un anno per andare in porto e quindi si faranno le elezioni priima. Dopo anni che si aspetta una legge , pur suscettibile di molte critiche ma comunque approvata dai rettori, un governo in gran parte composto da rettori o ex-rettori decide di sabotarla nell'unico punto certamente condivisibile da tutti e cioè sospendendo pilatescamente la abilitazione nazionale che certamente poteva dare un minimo di garanzia alle chiamate locali , specie se si alzava l'asticella dei titoli scientifici richiesti , e nello stesso tempo poteva dare una qualche soddiosfazione a chi lavora sodo in Italia come all'estero. Giove fa diventare pazzi chi vuole perdere e mi sembra che non solo i politici ma anche i così detti tecnici siano sulla buona strada. Sono un professore vicino alla pensione, e non avrei mai immaginato che i miei colleghi al Governo mi avrebbero fatto rimpiangere i politici . Confesso di essere un presessantottino e di pensare che molti dei guai dell'Italia e dell'Università dipendono dal 68 e soprattutto dal suo seguito, questo mi induce a credere poco alle mobilitazioni ma questa volta la ritengo proprio necessaria se non altro perchè non può peggiorare una situazione che penso proprio arrivata al Nadir. Giuseppe Leone Giuseppe Leone
Posted by: Giuseppe Leone | 6/3/2012 10:22:30 PM

Quello che si prepara a fare questo governo di "Professori" è ancora peggiore di quello fatto dai politici . Un disegno di legge utile solo per affossare tutto e non fare niente.Tutti sanno che un disegno di legge per essere approvato impiega più di un anno per andare in porto e quindi si faranno le elezioni priima. Dopo anni che si aspetta una legge , pur suscettibile di molte critiche ma comunque approvata dai rettori, un governo in gran parte composto da rettori o ex-rettori decide di sabotarla nell'unico punto certamente condivisibile da tutti e cioè sospendendo pilatescamente la abilitazione nazionale che certamente poteva dare un minimo di garanzia alle chiamate locali , specie se si alzava l'asticella dei titoli scientifici richiesti , e nello stesso tempo poteva dare una qualche soddiosfazione a chi lavora sodo in Italia come all'estero. Giove fa diventare pazzi chi vuole perdere e mi sembra che non solo i politici ma anche i così detti tecnici siano sulla buona strada. Sono un professore vicino alla pensione, e non avrei mai immaginato che i miei colleghi al Governo mi avrebbero fatto rimpiangere i politici . Confesso di essere un presessantottino e di pensare che molti dei guai dell'Italia e dell'Università dipendono dal 68 e soprattutto dal suo seguito, questo mi induce a credere poco alle mobilitazioni ma questa volta la ritengo proprio necessaria se non altro perchè non può peggiorare una situazione che penso proprio arrivata al Nadir. Giuseppe Leone Giuseppe Leone
Posted by: Giuseppe Leone | 6/3/2012 10:21:15 PM

What do we think? THINKING???? Thinking is dangerous in Italy..... Meglio la vecchia lingua nazionale per esprimere concetti altrove inesistenti o astrusi. Penso che pensare sia ormai vietato o caduto in disuso, infatti nessuno protesta e tutti strisciano come in Bulgaria un paio di decenni fa. Il reclutamento nazionale sarebbe stata l'unica cosa degna uscita da un governo indegno, se fosse stata fatta per bene ed in modo snello. Invece ha ragione Ferrara: era solo una presa per i fondelli, o un tentativo di controllo centralista senza vera volonta' di fare una selezione pulita, libera dalle mafie locali o nazionali. Non ne ho la controprova, perche' quel governo non c'e' piu', ma sono certo nel mio intimo che avrebbe trovato il modo per smentire e cancellare tutto, anziche' snellire e migliorare, eliminando le fesserie da 'viva il privato' ma insisterndo su criteri condivisi nazionalmente. La smentita che attendevo e' poi arrivata dal governo nuovo. Ho deciso che da stasera ritiro fuori la mia vecchia copia del Gattopardo, e la rileggo forse per la decima volta. Ho avuto cosi' tante occasioni per ritirarla fuori, nel corso degli anni, che ormai e' consunta. Per prepararmi al nuovo che avanza mi sa che me ne regalero' una nuova. Sono certo che anche questa si consumera' in fretta. Maurizio Busso Universita' di Perugia
Posted by: Maurizio Busso | 6/3/2012 3:48:47 PM

Ciao, ecco il punto di vista di qualcuno rientrato in Italia da un anno con il c.d. "programma Rita Levi Montalcini", che ha consentito la selezione del gruppo (di vincitori del programma) a cui appartengo attraverso una doppio filtro, nazionale (Commissione ministeriale) ed internazionale (referee esteri per i progetti di ricerca e due lettere di referenze di rinomati accademici esteri). Credo che la riforma Gelmini, con tutto il sistema dei contratti precari e dell'abilitazione nazionale, così come le ultime "rifiniture" del Ministro attualmente in discussione, meriterebbe di essere cestinata....e si potrebbe tornare alle selezioni locali per tre fasce abbinandole, però, a meccanismi che rendano finanziariamente conveniente, per le Università, assumere SOLTANTO chi ha un curriculum che dimostra risultati scientifici di livello internazionale. Mi chiedo, in effetti, come mai né negli USA, né in UK, né in altri Paesi che costituiscono poli di attrazione, esistano né l'abilitazione nazionale né la pletora di contratti precari introdotti in Italia. In problema centrale, in altri termini, mi sembra abbastanza semplice: fin quando non esisterà un interesse finanziario delle Università ad assumere in modo stabile candidati il cui curriculum dimostri autentico merito, qualunque mutamento normativo produrrà soltanto peggioramenti...Ciao Luca
Posted by: Luca Cerioni | 6/3/2012 9:51:34 AM

caro Martelli, ma come resiste l'abilitazione nazionale e la commissione nominata dal rettore? Forse per le sole chiamate locali? Bisognerà leggere il testo definitivo. E se resiste l'abilitazione nazionale, che senso ha prevedere una penalizzazione per gli atenei che non si attengono ai criteri? Molta confusione. L'articolo di Repubblica mi sembra molto approssimativo. Un saluto.
Posted by: Nicola Ferrara | 6/3/2012 9:17:38 AM

Questo è preso dal sito di Repubblica di oggi, che riporta il piano per scuola ed università di Profumo: Sul fronte concorsi, resiste l'abilitazione nazionale al titolo di professore ordinario, associato o ricercatore. La commissione sarà composta da cinque membri: uno designato dall'ateneo e tre esterni, sorteggiati. Il quinto sarà sorteggiato da una lista di studiosi in servizio presso atenei di Paesi aderenti all'Ocse. L'Agenzia di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) stabilirà se i docenti prescelti avranno le caratteristiche richieste, altrimenti gli atenei perderanno quote di finanziamenti ordinari. Ciao
Posted by: Alberto Maria Martelli | 6/3/2012 8:56:16 AM

09+Caro Pacchioni, perché scomodare “ambienti retrivi del mondo accademico italiano“. Oggi abbiamo nomi, cognomi, ssd, sedi universitarie di appartenenza, orientamenti ideologici, analisi dei comportamenti, propensione alle bugie dei vertici, etc. Mi spiego. L'attuale ipotesi che sconvolge tutti, rendendo tutto più difficile, è voluta dallo stesso gruppo di docenti che di fatto scrisse la legge gelmini, gruppo ideologizzato, direi talebano, che scrisse una legge semplicemente ideologica, inapplicabile, centralista, burocratica, piena di adempimenti amministrativi nel tentativo di controllare tutte le variabili (ref. vedere unione sovietica ai tempi di brezenev, cambiare accademia delle scienze con anvur) e rivoluzionare tutto dopo aver alimentato una campagna a dir poco diffamatoria nei riguardi di tutto il mondo dell'università....una vera vergogna (ref.. vedi giacobinismo). Quello stesso gruppo si trova oggi ai vertici politici, ministero, anvur, etc e, suo malgrado, ha preso atto di quello che ogni persona di buon senso già' sapeva, la legge è inapplicabile in molti suoi aspetti, una abilitazione nazionale senza tetto avrebbe creato un numero enorme di abilitati senza posto, ricorsi a gogò, paralisi. L'uso di data base commerciali, approssimativi, non certificati, utilissimi per avere un'idea del valore scientifico di un ricercatore o di un gruppo di ricerca, sono difficilmente utilizzabili nei concorsi pubblici dove una commissione deve dare certificati di abilitazione con effetti giuridici rilevanti e validi su tutto il territorio nazionale (altro che valore legale del titolo di studio!!!!) . Tutto ciò ha dato luogo a comportamenti schizofrenici. Persone oneste intellettualmente avrebbero preso atto di tale ovvia conclusione dell'iter gelmini e chiesto scusa. Invece mentre il Ministro fino a 10 giorni fa andava a dire in giro in sedi pubbliche che a fine giugno sarebbero state attivate le procedure per le commissioni responsabili dell'abilitazione nazionale ed il presidente dell'ANVUR inviava una lettera alla CRUI ribadendo gli stessi principi, di nascosto, senza un pubblico dibattito, si preparava una sostanziale modificazione delle legge attraverso un decreto legge che doveva promuovere niente meno che il merito. Semplicemente vergognoso. Nei paesi anglosassoni, che spesso i nostri soloni citano come riferimento, ma che, a me sembra, abbiano conosciuto solo come turisti, per molto meno ci si dimette. Un'ultima battuta a Mauro Degli Esposti, perché scomodare la saga di "Back to the Future", mi sembra più' opportuna quella di "Totò e Peppino". Poi ognuno individuerà che è Totò e chi è Peppino. Un saluto
Posted by: Nicola Ferrara | 6/3/2012 6:57:14 AM

Carissimi, prendero’ parte a qualunque azione vogliate intentare contro questa forma lievemente mascherata di ripristino dei concorsi “locali” facilmente controllabili (anche se un po’ piu’ difficilmente che nel passato disastroso: si parla di un commissario internazionale, tre commissari estratti da una lista nazionale e un membro interno di nomina rettorale). A presto, Claudio Babiloni
Posted by: Claudio Babiloni | 6/3/2012 5:55:12 AM

Purtroppo questa notizia che è circolata nei giorni scorsi ha trovato conferma. Si tratta di un incomprensibile passo indietro che richiede una ferma presa di posizione del corpo docente (e non solo). Non sono note le motivazioni di una decisione cosi' grave, ma e' lecito supporre che ambienti retrivi del mondo accedemico italiano, di cui per altro io faccio parte, abbiano fatto forti pressioni affinchè il meccanismo della abilitazione nazionale venisse bloccato. E' necessaria una forte mobilitazione.
Posted by: Gianfranco Pacchioni | 6/2/2012 5:52:56 PM

Si rimane basiti. Dopo due anni di animate discussioni in fase di gestazione delle legge Gelmini e dopo un anno mezzo tra decreti legislativi, DPR, regolamenti etc., etc. si ribalta la questione abilitazione/concorsi con questa motivazione "Al fine di dare compiuta attuazione all’autonomia degli atenei e di sperimentare un sistema di reclutamento del personale accademico fondato sulla valorizzazione del merito scientifico e allineato con le migliori prassi internazionali, nelle procedure di chiamata dei professori di I e II fascia". In sintesi si passa dalla abilitazione nazionale al concorso locale con regole imposte dall’ANVUR e commissione mista (nominati, sorteggiati….ed infine lo straniero). In parole povere il Rettore nomina la commissione dopo la verifica della idoneità dei commissari ed il relativo sorteggio (con lo straniero), la commissione valuta i candidati e individua il più bravo, gli Atenei ed i DPT chiamano il candidato, l'ANVUR verifica i risultati (burocratico controllo della adesione ai criteri ANVUR) entro il 31 marzo di ogni anno, il Ministero stanga economicamente gli Atenei che hanno immesso in servizio il vincitore del concorso se il suo curriculum non dovesse essere conforme ai criteri ANVUR. Kafka....un dilettante, non sarebbe arrivato a tanto. In sintesi, il Ministero scarica l'ovvio contenzioso previsto per le abilitazioni nazionali (criteri, calcolo, data base, etc.) sulla miriadi di concorsi locali (gli avvocati ringraziano). Non voglio infierire, ma non posso esimermi dal commentare la ridicolaggine (provinciale ed inutile) dei centinaia (o migliaia) "esperti stranieri dei paesi OCSE" che, a spese del contribuente italiano e delle università, si aggireranno ogni anno in Italia (in questo caso gli enti per il turismo ringraziano). Meno male che tra i paesi OCSE non è inserita l'Albania, avremmo potuto conoscere il relatore della Tesi del Trota. Saluti
Posted by: Nicola Ferrara | 6/2/2012 4:30:25 PM

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