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1 novembre 2011
Spread Italian bonds vs. bunds - over 400 and then 500!?! Lo scorso Luglio feci un post sul preoccupante andamento dei titoli di stato italiani (bonds decennali o bpt, prodotti di riferimento sul mercato internazionale) che avevano sfondato uno spread di 300 punti verso i bunds tedeschi. Quel post (cliccare il grafico, derivato da dati Bloomberg), ebbe ampia discussione e pure un TIS Report collegato, che oramai sono out of date! Infatti lo spread, che da inizio settembre non era sceso sotto i 300 punti, ora sale decisamente sopra i 400 punti, che equivalgono ad un interesse annuo di oltre il 6%. Un valore che al momento non si sa come l'Italia possa pagare, data la bassa crescita del paese negli ultimi anni. Lascio questi dati aggiornati al commento degli economisti e di chi altro sia interessato alle sorti del nostro paese.

Aggiornamento al 9 Novembre - ieri sera lo spread ha di poco superato i 500 punti! E si parla di legge di stabilita' con possibile cambio di governo fra circa un mese...

Aggiornamento al 5 Dicembre - oggi per la prima volta da oltre un meso lo spread cala sotto 400 punti, assestandosi ad un interesse globale di sopra al 6% - effetto Monti?!

Posted by: dr. Mauro Degli Esposti


COMMENTS LIST

Ciao a tutti, ecco un interessante dato pre-natalizio, riguardante la classifica mondiale dei Paesi più indebitati che viene pubblicato da uno studio della Morgan Stanley ripreso anche da BusinessInsider. I ricercatori della banca d'affari americana hanno voluto calcolare il debito complessivo di ciascun Paese, aggregando quattro voci: a) debito pubblico; b) debito finanziario, cioé debito contratto dalle istituzioni finanziarie; c) debito delle imprese; d) debito delle famiglie. Ebbene, nessun Paese dell' Eurozona figura fra i 9 più indebitati. Al contrario, sarete forse sorpresi di sapere che il Paese più indebitato al mondo, assumendo per parametro il debito complessivo, é proprio lo UK: il suo rapporto debito totale/PIL ha superato il 900% !! Vedo che la "rivelazione" sembra suscitare un certo clamore, ma la metodologia di calcolo appare obiettiva e ben costruita. Seguono, a distanza, nella classifica dei Paesi più indebitati a livello complessivo, il Giappone (oltre il 600%), la Svezia (oltre 450%), la Norvegia, la Svizzera, gli USA, l'Australia, il Canada e la Nuova Zelanda. Gli analisti sottolineano che l'unico motivo per il quale lo UK (nonostante l'altissimo rischio-Paese), riesce a collocare i suoi Gilt ad un tasso del 2,2% ca consiste nella presenza di una banca centrale disposta a stampare moneta in quantità illimitata per pagare i debiti dello Stato....e che tutti i problemi dell'Eurozona sarebbero risolti se anche la BCE si trasformasse in un prestatore di ultima istanza. Ne concludono quindi che la Germania dovrebbe rinunciare alla propria opposizione a che la BCE assuma tale ruolo (la BCE ha attualmente, come missione, la protezione della stabilità dei prezzi). Stampare moneta in quantità illimitata significa però creare inflazione; maggiore la quantità stampata, maggiore il rischio in prospettiva di iperinflazione...per cui la domanda più interessante diventa: quale tasso di inflazione si profila per lo UK nei prossimi anni? L'inflazione è "amica" dei debitori, ma nemica dei risparmiatori, per cui servirebbe molto coraggio (e molta propensione al rischio) per tenere i risparmi in banche britanniche! (a mio modesto avviso, rischio di iperinflazione e rischio di default sono due facce della stessa medaglia, ossia due fenomeni dallo stesso risultato ultimo, ma in Italia il rischio default è attualmente mitigato dal prestito della BCE che offrirebbe, nell'ipotesi, un "praracadute" evitando insolvenze bancarie e consentendo comunque il funzionamento del Fondo Interbancario tutela dei depositi). Chiuso questo pensierino, migliori Auguri di Buon Natale e Buone Feste a tutti Ciao Luca
Posted by: Luca Cerioni | 22/12/2011 17:41:24

Il mondo politico-finanziario britannico e' diviso sul veto presentato dal primo ministro a Brussels venerdi scorso. Inizialmente c'e' stato un applauso generale della destra conservatrice (tory back benchers), pero' molti nel governo e nell'opposizione sono preoccupati delle conseguenze. Il mondo della City londinese e parecchi banchieri hanno commentato negativamente, e vedendo i commenti della stampa internazionale (compresa quella inglese) il "no" non e' stato ben ricevuto in UK. Nel tentativo di difendere l'indifensibile (l'elite finanziaria della City), e' possibile che ci saranno ripercussioni sull'economia inglese. Gia' stamani l'indice FTSE ha perso cio' che ha guadagnato alla fine della settimana scorsa. Cio' premesso, l'Europa ha risolto ben poco con il nuovo statuto europeo: non si e' difesa dalle speculazioni a breve termine e non ha avviato una politica di risanamento dei debiti al di la di quanto hanno gia' fatto i singoli governi (compreso quello italiano). Quindi l'altalena delle borse continuera' nell'anno nuovo, mentre si stabilisce come isolare il governo britannico.
Posted by: Antonio Filippone | 12/12/2011 14:56:11

Per il no di Cameron alla UE, non credo sia definitivo, in quanto Clegg, ieri, ha detto che sarebbe un terribile sbaglio lasciare l'Europa. Ora vedremo gli sviluppi, si potrebbe andare ad un referendum o addirittura ad una spaccatura nella coalizione e quindi elezioni anticipate. Da notare che anche i Laburisti sono contrari al no di Cameron.
Posted by: ing. Luca Boscolo | 12/12/2011 07:34:41

Un aggiornamento dopo il Consiglio europeo che, come saprete, si è concluso con la decisione di 26 Paesi dell' UE - dunque tutti, ad eccezione dello UK - di procedere verso una Unione fiscale ed una maggiore integrazione economica. Mentre la stampa - anche italiana - sta dedicando un considerevole spazio alla rottura fra lo UK ed i 26 Paesi che hanno assunto l'impegno di procedere alla stipula di un nuovo Trattato e sta presentando l'accaduto come un primo e probabile passo verso una uscita totale dello UK dall'UE (evento che, nel caso si verificasse, spero non generi conseguenze avverse per voi che ancora lavorate in UK), il dato più interessante, che possa riguardare l' Euro e l' Italia, consiste nell'apertura di una sorta di "sportello di fornitura di liquidità" da parte della BCE. "La Repubblica" di oggi sottolinea con particolare enfasi la notizia che la BCE, a seguito dell'accordo fra i 26 Paesi aderenti al progetto di Unione fiscale, ha accettato di fornire liquidità illimitata a tutte le banche dell' Eurozona chiedendo alle stesse di fornire, a garanzia, proprio i titoli di Stato dei Paesi in difficoltà...vi saranno verosimilmente altri attacchi speculativi e lo spread continuerà a restare alto od avere un andamento altalenante, ma - dopo la decisione della BCE di agire, in pratica, da prestatore di ultima istanza per tutte le banche dell' Eurozona - credo che il rischio default per l'Italia si sia considerevolmente ridotto (un mese fà avrei ritenuto che la prospettiva del default fosse sicura e che fosse soltanto una questione di tempo, ora direi che la probabilità di un default è stata dimezzata). Ciò in quanto le banche sono state poste nella condizione di sostenere i titoli di Stato potendo comunque contare su una copertura anche nell' ipotesi peggiore. Nell'ottica di chi detiene risparmi presso banche italiane o comunque dell' Eurozona, la decisione della BCE risulta ugualmente importante; infatti, anche nel caso di un default, questo non avrebbe più effetti dirompenti di sistema (con la salvezza delle banche, che riceverebbero comunque tutta la liquidità necessaria, sarebbe assicurata anche quella dei risparmi). Eugenio Scalfari, nell' edizione di oggi di La Repubblica, considera tale decisione il più importante risultato dell'accordo a 26 sull' Unione fiscale. Ciao Luca
Posted by: Luca Cerioni | 11/12/2011 22:45:32

Vero, oggi lo spread é sceso fino a 375, e si legge che "i mercati hanno apprezzato la manovra". Personalmente, credo - nonostante questo momento di riduzione dello spread - che il rischio maggiore sia l'effetto recessivo della manovra stessa (effetto che, determinando il peggioramento del rapporto debito/PIL, riavvierebbe il circolo vizioso..). Avendo appena letto che l' Agenzia Standard&Poors ha minacciato di togliere la tripla AAA a tutti i Paesi dell' Eurozona, compresi i più virtuosi, vorrei sperare che si cominci a comprendere - anche da parte della Merkel e di Sarkozy - che l'obiettivo più intelligente non dovrebbe essere "avere la fiducia dei mercati", ma piuttosto collocare il debito con la modalità alternativa cioé senza passare più per i mercati finanziari, in modo da non essere più vulnerabili nemmeno alle agenzie di rating. Proprio ieri un articolo su"Il Sole-24 Ore", a firma di Guido Rossi e dal titolo "Se i mercati non meritano tanta fiducia", si chiedeva se la linea finora seguita dai Governi dell' Eurozona - rigore ed austerità per soddisfare "i mercati" - non fosse completamente sbagliata. Ciao Luca
Posted by: Luca Cerioni | 05/12/2011 21:12:44

Stamattina siam tornati a livelli di spread intorno 420-425 punti, cioe' all'incira quelli della fine del grafico presentato sul post,, oltre un mese fa (quando ancora c'era Mr. B come 'premier': http://www.bloomberg.com/quote/!ITGERSP:IND
Posted by: dr. Mauro Degli Esposti | 05/12/2011 09:16:54

Per ritornare alla discussione, segnalo questo articolo su Il fatto: http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/12/01/crisi-esiste/174538/
Posted by: dr. Mauro Degli Esposti | 01/12/2011 19:28:50

Ciao, in effetti il momento é tale che credo vi sarà una "spaccatura", anche in Italia, fra chi tenterà di mettersi personalmente al riparo - anche emigrando in Svizzera - e chi invece tenterà di evitare il default e superare la crisi. Ho appena letto che lunedì sarà il "Btp Day", in cui molti - compresi i plurimiliardari calciatori! - acquisteranno Btp con l'obiettivo dichiarato di riportare il debito in mano italiana. Qualcuno sta ipotizzando, in queste ore, una scissione dell' Eurozona dall' "alto", con la Germania che torni al Marco e l' Euro che resti moneta di Francia, Italia, Spagna etc.. cioé di un gruppo di Paesi che concordano sul fatto che l' Euro debba essere sostenuto da una Banca centrale avente il ruolo di prestatore di ultima istanza, cioé il potere illimitato di stampare moneta (che attualmente non rientra nel mandato della BCE) e fornire liquidità al sistema, analogamente al potere di cui dispongono la FED negli Stati Uniti, la Banca centrale del Giappone, della Svizzera, dello UK etc..in tale scenario, il primo atto del gruppo di Paesi che conserverebbe l' Euro sarebbe quello di creare la nuova Banca centrale che fornirebbe tutta la liquidità necessaria per riassestare le loro economie. Vedremo...la sorte dell' Euro dipende ovviamente, per quanto riguarda l' Italia, dai provvedimenti concreti che adotterà il governo Monti. Concludo con due considerazioni: in primo luogo, una via breve per evitare la rottura dell' Eurozona sarebbe quella di consentire a ciascuna delle (ex) Banche centrali dei Paesi dell' Euro di stampare moneta - in deroga alle regole ordinarie - fin quando il momento di emergenza non verrà superato (via che dovrebbe essere suggerita dal precedente della Bundesbank che ha acquistato Bund all' ultima asta). La seconda via, il "collocamento alternativo del debito" di cui parlavo, sarebbe effettivamente realizzabile se vi fosse la volontà politica di stroncare la speculazione: parlando dell'argomento con un ex Avvocato dello Stato (attualmente in pensione), che conosce molti esponenti ai massimi livelli istituzionali, egli mi ha detto che da parte sua riterrebbe condivisibile, efficace e realizzabile tale strategia, pur ritenendo che la strategia stessa richiederebbe una massiccia compagna di informazione ai cittadini ed uno sforzo organizzativo da parte delle banche. Sono effettivamente curioso, a questo punto, di vedere se l'idea verrà filtrata in tempo utile fino ai livelli decisionali. Ciao Luca
Posted by: Luca Cerioni | 26/11/2011 10:54:31

Come avevo previsto, l'interesse sui BTP e' salito all'8%. Quindi stiamo entrando in territoro pericoloso. Oggi il cancelliere tedesco ha ammesso che l'Italia ha il potere di affondare l'Euro. Sospetto che molti stanno facendo i conti per le possibili conseguenze. Ieri la stampa internazionale (non ricordo bene: Reuters oppure FT) faceva notare come molti italiani si stanno trasferendo in Svizzera (se possono), in anticipo del peggio. Non dico altro.
Posted by: Antonio Filippone | 25/11/2011 21:11:24

Ciao, ho sentito la notizia; questa sera, nella trasmissione "la Crisi in 1/2 h" di Lucia Annunziata, l'asta deludente dei Bund é stata presentata come un segnale che la crisi minaccerebbe anche la Germania. Sul merito, concordo pienamente con voi, non é certamente sorprendente che l'asta dei Bund sia stata disertata dal 35% circa dei presunti acquirenti. Il motivo dell'acquisto dei Bund consiste nella sicurezza offerta dal titolo, garanzia che consente alla Germania di offrire tassi di interesse così ridotti (leggevo che i Bund decennali, anche dall'asta deludente di oggi, sono usciti con un tasso ancora inferiore al 2%!) in base al principio della correlazione fra rischio e tasso di interesse. Ora, essendo stati stipulati molti contratti (speculativi) di credit default swap sul rischio-Paese di Italia, Spagna etc.., chi ha stipulato tali contratti può ovviamente incassare l'assicurazione soltanto se acquista titoli divesi dai Bund stessi... A mio parere, il dato più interessante consiste in un altro: sembra sia intervenuta la Bundesbank ad acquistare la parte dei titoli non collocata sul mercato, fino a concorrenza dei 6 miliardi di € che il Tesoro tedesco intendeva raccogliere. Assumendo che la notizia sia vera, ne potrebbe uscire un precedente anche per interventi delle Banche centrali degli altri Stati dell' Eurozona per sostenere i rispettivi titoli (in deroga, evidentemente, alle regole nell'attuale situazione di crisi) ed, in tal modo, ridurre gli spreads...anziché continuare a caricare la BCE di una funzione come l'acquisto di titoli sul mercato secondario. Oggi, infine, la Cancelliera Merkel ha rifiutato nuovamente l'idea degli Eurobonds, ma ha proposto, quale soluzione per salvare l'Eurozona, l'unione fiscale, affermando - a quanto sembra - che la fiscalità diretta, il diritto del lavoro, i regimi pensionistici etc..debbano essere completamente armonizzati all'interno dell'area Euro. A suo parere, occorre raggiungere in primo luogo tale convergenza - anche attraverso una modifica dei Trattati - e, soltanto una volta compiuto tale step, si potrebbe parlare di Eurobonds. Onestamente, avere in Italia un sistema fiscale efficace ed efficiente come quello tedesco, ed una normativa del lavoro come quella tedesca che ha saputo ampiamente coniugare diritti e garanzie con la flessibilità, non mi dispiacerebbe affatto. Ciao Luca
Posted by: Luca Cerioni | 23/11/2011 21:01:13

...interessante...praticamente come una partita a scacchi, dove, come ti muovi che un altro pezzo che ti fa fuori e che viene usato come esca per far fuori un altro innecando cosi' una spirale che ti porta al matto :-)
Posted by: ing. Luca Boscolo | 23/11/2011 19:33:39

Una notizia apparsa sul Financial Times oggi indica che l'asta dei Bund non ha attratto molti acquirenti e investitori - l'asta non e' andata bene (la notizia non e' in prima pagina e nemmeno in grande risalto). La cosa non mi sorprende. Perche' acquistare un Bund tedesco che da' un interesse 0.40% quando allo stesso tempo e' possibile acquistare BTP che offrono dal 5 al 7%? - Cio' pone una novita' interessante: la speculazione internazionale sui bond rischia di far danno direttamente anche ai tedeschi, dal momento che nemmeno il governo federale e' immune dalla necessita' di fare debiti e prendere denaro in prestito. Quindi, se cio' dovesse ripetersi, c'e' da aspettarsi un bilanciamento dello spread: piu' investitori si spostano sui BTP, piu elevati devono diventare gli interessi sul Bund.
Posted by: Antonio Filippone | 23/11/2011 19:15:36

Ciao Antonio, in un certo senso il Regno Unito é al sicuro essendo l' "abitazione principale" degli speculatori stessi, ma - da un punto di vista oggettivo - il suo "rischio Paese" é anche ben superiore a quello degli altri. Proprio ieri, leggevo una statistica che indicava il Regno Unito come il Paese più indebitato a livello aggregato (cioé, considerando congiuntamente sia il debito pubblico che il debito privato), con un debito aggregato pari al 492% del PIL!! Robert Peston della BBC si é lasciato sfuggire tale dato: http://www.bbc.co.uk/news/business-15820601 Di conseguenza, se tutti gli operatori finanziari del resto del mondo cominciassero a speculare sullo UK facendo salire i tassi del suo debito, lo UK dovrebbero o stampare talmente tanta moneta da creare una iperinflazione galoppante (con effetti devastanti per la maggior parte della sua popolazione) o dichiarare bancarotta, in quanto, con un settore privato già così indebitato e con Londra centro della finanza, non potrebbe nemmeno tentare il "collocamento alternativo del debito" (la strada, in sostanza, che l'appello di Milano-Finanza ha suggerito per l'Italia). Ciò premesso, concordo pienamente con te sulla aspettative eccessive poste sulla Germania. Ciao Luca
Posted by: Luca Cerioni | 22/11/2011 07:35:20

C'e' una confusione immensa circa alle possibilita' della Germania di risolvere la situazione: la Germania ha i suoi debiti (83% GNP), come tutti gli altri, con la differenza che la Germania medesima lavora, produce ed esporta; quindi gli investitori istituzionali credono di piu' a coloro che creano lavoro piuttosto che a coloro che parlano di creare lavoro. La Germania dovrebbe prendere in prestito dei soldi (vendendo Bund) per poi prestare i soldi medesimi ai governi in crisi - a tassi commerciali si badi bene. E' cio' che e' successo in UK quando l'Irlanda e' andata in crisi. il governo inglese ha "bailed out" l'Irlanda semplicemente prestando dei soldi che non aveva al tasso del 5%. Cio' premesso, c'e' una situazione generale di crisi del sistema dei bond causato da debiti colossali creati da pressoche' tutti i governi occidentali. Adesso aspettiamo il turno della Francia e degli Stati Uniti, che non stanno molto meglio dell'Italia. Per il momento il Regno Unito e' al sicuro.
Posted by: Antonio Filippone | 21/11/2011 21:53:55

Ciao Luca, in primo luogo vorrei dire che questa discussione mi piace molto, poiché chiunque legge potrebbe essere incentivato a proporre idee....e dato che la VIA ha già acquisito visibilità lo scorso anno, idee lanciate su questo sito potrebbero forse essere riprese anche dalla stampa ed entrare veramente nel dibattito sulle possibili vie di uscita dalla crisi. Sono certamente consapevole delle divergenze sulla Tobin Tax e sull'operatività di un fondo destinato ad acquistare i titoli sovrani: credo dunque che, considerando acquisita l'impossibilità di introdurre la Tobin Tax e date le difficoltà di un Fondo salva-stati, si tratterebbe di percorrere una via completamente alternativa, che elimini ex ante la fonte stessa del problema, cioé la speculazione, anziché cercare semplicemente di ridurla ex post. Per "collocamento alternativo del debito" intenderei dunque il collocamento del debito con una nuova modalità, che non abbia più bisogno di passare attraverso i mercati finanziari sottraendo così il debito alla speculazione internazionale. I rialzi dello spread diverrebbero a quel punto irrilevanti, proprio a causa dell'assenza di nuove emissioni sui mercati finanziari, sostituita dalla modalità alternativa di collocamento. Condividerei, cioé, l'idea già espressa su Milano-Finanza, ma vi apporterei delle varianti. In pratica, su Milano-Finanza viene prospettata - quale parte di un piano molto articolato - l'emissione di una nuova tipologia di titoli di debito pubblico (in sostituzione di Btp, Bot etc..), che i proponenti chiamano "titoli kind", da riservare ai risparmiatori italiani, e che non sarebbero negoziabili in borsa né soggetti a giudizi di rating. Tali titoli offrirebbero un rendimento, esente da imposta, pari al tasso di sconto. Sarebbero inoltre garantiti dalle riserve auree della Banca d'Italia, per la quota eccedente la sua partecipazione al capitale della BCE. Personalmente, credo di dover riconoscere che questa idea avrebbe il grande merito di rendere impossibile, a priori, la speculazione (che verrebbe stroncata proprio grazie all'assenza di tali titoli dai mercati finanziari) e consentire allo Stato un forte risparmio nella spesa per interessi. Le varianti che proporrei consistono, fondamentalmente: a) nell' "incorporazione" del debito pubblico in "contratti standard" fra risparmiatori e Tesoro anziché in "titoli kind" non negoziabili, e nella possibilità di cedere i contratti standard fra risparmiatori in via "privata" (cioé, di nuovo, senza passare per i mercati finanziari) tramite la formula civilistica della cessione del contratto (in modo che chi, dopo aver sottoscritto un contratto standard, abbia necessità di liquidità, abbia la possibilità di procurarsi il contante mediante la cessione del contratto); b) nel tasso di interesse, che a mio parere dovrebbe superare di una certa misura il tasso di sconto per essere comunque appetibile (e tendenzialmente in linea con l'inflazione): ad es. già un tasso del 3 o 3,5% (perfettamente sostenibile) offrirebbe un buon rendimento per il risparmiatore e, contestualmente, consentirebbe allo Stato un fortissimo risparmio di spesa rispetto al 6,5%-7% attualmente determinato dai mercati finanziari ; c) nell' "esportabilità" all' intera zona Euro, nel senso sia della proponibilità della soluzione anche per altri Stati dell' Eurozona minacciati dalla speculazione che, specularmente, dell'accessibilità ai "contratti standard" aperta a tutti i cittadini degli Stati dell'area Euro/ residenti in ogni Paese dell' Eurozona stessa (infatti, credo che nessun risparmiatore di un Paese dell'area Euro desideri che un altro Paese dell' Eurozona fallisca); l'esportabilità all' intera zona Euro sarebbe più coerente con il principio cardine della libera circolazione dei capitali rispondendo, al tempo stesso, alla finalità di impedire che quote di debito pubblico finiscano in mano a qualcuno (esterno alla zona Euro, come la City londinese) i cui interessi non coincidono con quelli dello Stato emittente. Considerando alcune statistiche per le quali il risparmio delle famiglie, in Italia, sarebbe un multiplo del debito pubblico, la soluzione sarebbe percorribile nel caso italiano (anche se, chiaramente, andrebbe meglio spiegata in tutti gli aspetti operativi) ed indicherebbe una via alternativa anche per gli altri Stati dell' Eurozona, con il merito aggiuntivo, come dicevo, di evitare le tensioni legate alle divergenze sul fondo salva-Stati (fondo che diverrebbe perfino superfluo). Ciao Luca
Posted by: Luca Cerioni | 20/11/2011 22:04:23

Luca, la Tobin Tax, e' una tassa che dovrebbe essere applicata in tutto il mondo: visto che USA e' contraria, se la introduci solo in Europa, non sarebbe giusto perche' diventerebbe meno competitiva. Inoltre, se per "collocamento alternativo del debito" intendi creare un fondo destinato ad acquistare i debiti sovrani, beh credo, che stia qui il braccio di ferro tra Germania ed Inghilterra. La Germania, disperata nel tenere in vita l'EURO, perche' sarebbe quella che perderebbe di piu' dalla sua caduta, vorrebbe creare un fondo per salvare gli stati indebitati fino al collo, pero' ha dei grossi problemi logistici, primo non so se ha abbastanza soldi per salvare grandi economie come quell'Italiana, ma soprattutto i Tedeschi sono contrari a lavorare duro per mantenere stati spendaccioni. Allora, il Ministero degli Esteri Tedesco, sta elaborando una nuova tesi per cambiare la Costituzione Europea in modo che i Tedeschi possano prestare i soldi allo Stato Spendaccione ma in cambio questo Stato viene commissariato e cosi' potrebbe perdere la sua sovranita' e magari si ritrova un pool di tecnici Tedeschi a guidare la sua economia. Ora, Luca, tu sai meglio di me, che per cambiare la Costituzione, tutti gli Stati membri devono essere d'accordo, ed per questo che la Germania ora sta cercando di migliorare i rapporti con l'Inghilterra contraria al cambiamento della Costituzione Europea.
Posted by: ing. Luca Boscolo | 20/11/2011 08:32:17

Ottimo articolo Luca, analisi molto lucida....credo vi sia anche una questione d fondo, cioé se occorre necessariamente accettare, o meno, di dipendere dai mercati finanziari. Per chi ha soltanto una matrice culturale anglosassone (e dunque, in genere, accetta di per sè stessa la supremazia dei mercati), la risposta deve essere positiva. Per chi invece ritiene che i mercati finanziari debbano avere solo una funzione strumentale rispetto all'economia reale ed al benessere, la risposta potrebbe essere negativa e, nello spefico, diviene negativa quando essi sono diretti da operatori che intendono condurre Stati sovrani al fallimento (incuranti degli effetti devastanti). Proprio in questo contesto rientra anche la logica dell' idea del "collocamento alternativo" del debito, diretta a stroncare la speculazione (supponendo che non venga introdotta la Tobin Tax), idea che presenta similarità con una idea già anticipata su Milano-Finanza ("Proposte di legge per l'abbattimento del debito pubblico", ancora disponibile sul sito del giornale) tramite un appello che chiama alla mobilitazione le "menti migliori" del Paese e propone un piano spiegato nei dettagli. Ovviamente, se il governo Monti riuscisse ad intraprendere azioni che rinconducano lo spread dei titoli italiani a livello normale ed a reinnestare a crescita - cioé azioni che, annullando il rischio default, siano di beneficio anche per l'intera Eurozona - non vi sarebbe più bisogno di lanciare idee alternative. Tuttavia, se ciò non avvenisse, credo che l'appello di Milano-Finanza diverrà sempre più attuale e che anche l'idea del "collocamento alternativo", previa spiegazione in tutti gli aspetti operativi (compresi gli aspetti amministrativi, contrattuali e fiscali), possa essere presentata quale risposta a tale appello, che, a quanto leggo, é già sostenuto da un gruppo di una certa consistenza. Ciao Luca
Posted by: Luca Cerioni | 19/11/2011 12:03:41

si, il livello e' ancora elevato, perche', l'Italia, nonostante la scelta coraggiosa di Monti e di un governo con soli tecnici, un evento piuttosto raro, deve dimostrare quello che ha promesso e la cosa non e' semplice come sembra, come viene sottolineato in un mio articolo pubblicato su l'Italiano. http://www.litaliano.it/index.php?option=com_content&view=article&id=3000:super-mario-solo-economia&catid=60:opinioni&Itemid=450
Posted by: ing. Luca Boscolo | 18/11/2011 21:57:25

Già, la "Tobin Tax" proposta inizialmente dall'economista Premio Nobel amerciano James Tobin, con il quale anche Monti ha collaborato in ambito accademico....sarebbe un efficace disincentivo alla speculazione. Oggi lo spread Btp-Bund ha chiuso a quota 468 - quindi, oltre 100 punti in meno rispetto al giorno (finora) più difficile, mercoledì 9 - e, per la prima volta dopo 4 mesi, è sceso sotto quello dei Bonos spagnoli. Sui media italiani, sembra emergere un'atmosfera di sollievo, ma il livello è ancora troppo elevato. Ciao Luca
Posted by: Luca Cerioni | 18/11/2011 21:15:07

si, certo, gli Inglesi sono contrari a prestare soldi cosi' facilmente come vorrebbero i Tedeschi, mentre i Tedeschi vorrebbero introdurre una tassa sulle trasizioni finanziarie che viene vista come un colpo al cuore della City.
Posted by: ing. Luca Boscolo | 18/11/2011 10:35:45

Ciao Luca, ormai anche i muri dovrebbero aver compreso che tutta la bufera sui titoli di Stato dell' Eurozona è stata scantenata dalla City londinese...ad ulteriore conferma della volontà della City di creare difficoltà nella zona Euro, questa mattina leggo su Milano-Finanza che le banche UK operanti nell'Eurozona hanno deciso di tagliare il credito, soprattutto in Spagna e Grecia. Non essendovi alcun motivo logico né razionale per cui i governi dell' Eurozona debbano passivamente accettare di far travolgere le loro economie dall'attacco della City, dovrebbe diventare chiaro per tutti che la risposta per respingere tale attacco può essere solo politica, e dovrebbe consistere nello stringere una sorta di "cordone finanziario di sicurezza" contro lo UK... una decisione come il "collocamento alternativo" del debito di tutti i Paesi dell' Eurozona in difficoltà, che toglierebbe ogni possibilità agli speculatori della City di continuare a giocare con le difficoltà dei Paesi dell' Eurozona (oltre a causare loro gravi perdite), dovrebbe - spero - venire in mente a qualcuno con posizioni decisionali nell' Eurozona. Vedremo.. Ciao Luca
Posted by: Luca Cerioni | 18/11/2011 10:10:23

@Luca Cerioni, interessante, la tua ultima osservazione, credo che la City sia preoccupata del fatto che l'euro sta iniziando a parlare Tedesco.
Posted by: ing. Luca Boscolo | 18/11/2011 07:56:14

Nonostante l'insediamento del Governo Monti, lo spread italiano resta tra quota 520 e 530, ed anche i titoli di Stato di Francia, Spagna e Belgio sono finiti sotto l'attacco speculativo. Credo proprio che, fin quando non si prenderà atto - a questo punto da parte di tutta l'Eurozona - che la speculazione è guidata dal piano della City londinese (o forse da un piano anglo-americano, visto il coinvolgimento della Goldman Sachs) di far saltare l'Euro, qualunque discussione risulti abbastanza sterile ed inutile. Il "collocamento alternativo" dei titoli del debito pubblico, per quanto possa sembrare un rimedio "non convenzionale" in quanto stroncherebbe la speculazione, è l'unica soluzione che sarebbe davvero efficace per salvare l'Euro e vanificare il piano anglosassone. Vorrei vedere se a qualcuno dei governi dell'Eurozona verrà in mente Ciao Luca
Posted by: Luca Cerioni | 17/11/2011 10:01:09

Visto che questi parlamentari pensano solo i fare i propri interessi, credo che sia necessario un 'Governo di Transizione' che faccia quelle poche cose che servono per fare ripartire il Paese e cioe' nuova legge elettorale che dia la possibilita' agli elettori di scegliere i propri candidati, regolamentazione dello statuto dei partiti visto che al momento funzionano come delle aziende dove il presidente e' il padrone dell'azienda, drastica riduzione dei costi della politica (come per esempio: eliminazione dei rimborsi elettorali, eliminazione provincie,...), introduzione del parlamento pulito e pene severissime per i corrotti ed avvio di una riforma del fisco che faccia tornare le fabbriche in Italia.
Posted by: ing. Luca Boscolo | 11/11/2011 11:16:45

Oggi, con il clima di cambiamento imminente di Governo, lo spread e´ancora sceso un poco, restando in chiusura sopra 500. Forse, solo quando gli ultimi dubbi scompariranno ed il nuovo Governo sara' insediato, si vedra' una differenza sostanziale. Nel frattempo sono ad una Conferenza internazionale a Vienna, e si vede anche da parte dei colleghi esteri l' attenzione sulla crisi italiana. Vi sono sia giuristi che economisti e forse qualcuno di loro partecipera' alla nostra discussione Ciao Luca
Posted by: Luca Cerioni | 10/11/2011 20:14:38

Oggi, 9 Novembre, lo spread ha raggiunto i massimi di tutti i tempi, ripiegando leggermente a fine giornata quando il Presidente Napolitano ha emesso un comunicato per affermare che le dimissioni di Berlusconi avranno effettivamente luogo ed ha nominato Mario Monti senatore a vita...che molti vedono come una premessa all'incarico di formare un governo tecnico. Con il prolungarsi dell' incertezza riguardo ai tempi della definitiva uscita di scena di Berlusconi, concordo perfettamente con Antonio circa il rischio che il tasso raggiunga anche l'8%....a meno che il debito non venga effettivamente collocato - per tutto il periodo necessario ad uscire dalla crisi - con modalità alternative, cioè fuori dai mercati finanziari, per strappare agli speculatori (in primis a quelli della City londinese) la possibilità di continuare a scommettere sul crollo dell' Italia. La speculazione verrebbe così resa impossibile, in quanto hefge funds, fondi pensione e fondi di investimento di Londra non troverebbero più i titoli di debito italiano. Chiaramente, oltre a neutralizzare la speculazione, occorrerebbero politiche che non siano recessive e che, anzi, riescano ad innescare una crescita della domanda interna. Se dipendesse da me, collocherei il debito "a trattativa privata": contratto standard fra risparmiatori (chiaramente, solo risparmiatori italiani o dell'area Euro, cioè solo coloro che desiderano la tenuta dell' Italia) e Tesoro, con l'intermediazione delle banche (o di professionisti) per la sottoscrizione, ovviamente senza passare per i mercati finanziari. La rivendita dei titoli prima della scadenza dovrebbe essere possibile soltanto fra privati, cioè ancora "fuori mercato". Il collocamento "privato" dovrebbe garantire, oltre alla restituzione del capitale, un tasso di interesse inferiore a quello determinato dallo spread, ad es. un tasso di interesse del 3 o 3,5% (comunque superiore al tasso legale) e gli interessi potrebbero avere un trattamento fiscale di favore, o magari anche una esenzione fiscale, per incoraggiare i risparmiatori alla stipula del contratto. Tale tasso di interesse, essendo ben inferiore alla soglia determinata dallo spread, garantirebbe anche l'assenza del rischio capitale, cioè la sostenibilità del debito; a loro volta, tutte le risorse rese disponibili dal risparmio in termini di minori interessi (rispetto agli interessi determinati dai mercati finanziari) dovrebbero essere impiegate per politiche non restrittive, ma, al contrario, espansive, cioé che prevedano contributi (almeno nei limiti de minimis consentiti dalle norme europee) per le piccole e medie imprese per assunzioni a tempo indeterminato, maggiori investimenti nell' istruzione e nella ricerca etc...credo che un simile pacchetto risulterebbe veramente efficace nel determinare un aumento del PIL, con conseguente possibilità di ridurre il rapporto debito/PIL, cioé un circolo virtuoso con effetti moltiplicativi. Sareste d'accordo con questo tipo di strategia se dipendesse da voi? Ciao Luca
Posted by: Luca Cerioni | 09/11/2011 21:20:08

Le notizie ormai si sprecano sulla stampa internazionale. FT ha almeno 3 articoli in primo piano. Secondo me, si tratta di speculazione. Bisognerebbe andare a chiedere agli esperti di "hedge funds", altrimenti non si spiega un cosi' repentino aumento dello spread con una situazione che non e' cambiata. Da notare che negli ultimi 2 giorni la Grecia e' sparita dalla stampa internazionale - sono andati tutti a dormire dopo che hanno fatto il rimpasto di governo. Mi pare che i BTP devono essere posti sul mercato in maniera alternativa, come riportato da qualcuno degli interlocutori, in modo da eliminare l'intervento degli hedge funds. Non mi sorprendero' se alla fine della settimana si parla di 8%.
Posted by: Antonio Filippone | 09/11/2011 17:31:20

Italy borrowing costs hit record 7%. The 7% level is widely viewed as unsustainable and was the point at which Portugal, Greece and the Irish Republic were forced to seek a bailout.
Posted by: ing. Luca Boscolo | 09/11/2011 17:26:20

Ed ora siamo a 570 points! http://www.bloomberg.com/quote/!ITGERSP:IND Dovremmo riscalare il grafico ma speriamo che si raddrizzi la situazione in Italia,
Posted by: dr. Mauro Degli Esposti | 09/11/2011 11:43:35

Confermo le mie impressioni che il mondo della finanza non ha interesse ha mantenere in vita l'Euro. Si noti che gran parte the BTP sono tradizionalmente aquistati da piccoli risparmiatori, e se lo stato italiano divenisse insolvibile, gli italiani stessi perderebbero denari. E' vero che ci sono problemi politici ed economici, ma da quello che vedo non riesco a giustificate un cosi rapido deterioramento della situazione. Anche se il governo si dovesse dissolvere, i problemi rimarrebbero.
Posted by: Antonio Filippone | 07/11/2011 20:36:21

se e' vero, che c'e' un complotto internazionale per far fallire l'euro, il caso Italia e' perfetto: si scommette sulla non credibilita' di Berlusconi, ma lui non puo' dimettersi perche' altrimenti la magistratura comunista gli portera' via tutto...
Posted by: ing. Luca Boscolo | 07/11/2011 20:14:56

One week after - lo spread oggi ha raggiunto per un momento i 491 punti (>6.6% interest!). Siamo in 'cliffhanger territory' per il mercato dei bonds pluriennali italiani, con lo spread solidamente sopra 400 punti per una settimana. Successe lo stesso per la Grecia, poi l'Irlanda ed il Portogallo...
Posted by: dr. Mauro Degli Esposti | 07/11/2011 19:01:42

Segnalo che oggi lo spread ha raggiunto il record di 462 punti - pero' i ristoranti sarebbero pieni...
Posted by: dr. Mauro Degli Esposti | 04/11/2011 19:49:26

non ho ben capito questa storia che l'euro avrebbe reso piu' competitive le aziende Italiane, mi ricordo ancora quando Prodi diceva a tutti che l'Italia doveva aderire all'euro perche' avrebbe abbassato i prezzi, in realta' sono duplicati. Inoltre l'unica politica del lavoro che e' stata fatta dei politici Italiani e' stata quella di dire, se vai in strada ad urlare per me ti do un lavoro e se sei cosi' bravo da portarmi parecchi voti ti promuovo anche direttore: cosi' hanno anche massacrato la meritocrazia!!!
Posted by: ing. Luca Boscolo | 04/11/2011 10:06:00

Ci sono due problemi diversi da considerare. Inizialmente l'euro doveva dare una spinta per migliorare la produttivita' nel mondo del lavoro italiano, incluse le aziende del N-E che sono state citate. Cio' non e' avvenuto, e l'Italia oggi si trova al 48. posto nella graduatoria mondiale della competitivita' (i nostri vicini svizzeri sono i primi della classe, benche' hanno vantaggi sleali). Non c'era molto da sperare nella produttivita' degli impegati nella amministrazione pubblica. I vari governi non hanno fatto nulla per risolvere questi problemi e hanno continuato a garantire protezionismo a tutte le corporazioni (tassisti, farmacisti, notai, dentisti, etc. etc.). Cio' non permette il normale funzionamento del mercato. Il secondo aspetto gira intorno alla politica. Non vale spendere parole; basta vedere cio' che sta accadendo: i principi del guadagno personale e i campanilismi vengono prima dell' interesse nazionale. Quando se ne renderanno conto, sara' tardi.
Posted by: Antonio Filippone | 03/11/2011 20:41:01

Un aggiornamento: ieri il nuovo Direttore della Banca d'Italia ha sostenuto che, per un paio d'anni, anche senza crescita l'Italia potrebbe sopportare un tasso di interesse sul debito fino all' 8%! Diversi analisti affermano - a quanto sto leggendo - che il default non avverrebbe in quanto il patrimonio dei privati coprirebbe largamente il debito pubblico...argomento che mi sembra abbastanza ambiguo ed interpretabile in diversi modi. Comunque, la diagnosi di Antonino quando afferma che un cambio di governo non basterebbe da solo, e che servirebbe solidarietà da tutte le parti, mi trova completamente d'accordo. Ciò significherebbe che - con un obiettivo di "salvezza collettiva" -andrebbero assunte misure che, prese singolarmente, sarebbero sgradite ad una delle parti, ma che nel complesso potrebbero essere efficaci, come ad esempio abbinare la riforma della previdenza ad una imposta patrimoniale ordinaria per i patrimoni di maggiore dimensioni e alla riforma di contratti di lavoro per eliminare le varie figure atipiche e sostituirle con una tipologia di contratto unico nazionale a tempo indeterminato...naturalmente, misure di questo tipo supporrebbero il superamento (od almeno l'inzio del superamento) del tipo di logica particolaristica che ha condotto al livello di corruzione (e, aggiungerei, di evasione fiscale) attualmente esistente. Non a caso, si può facilmente notare che i Paesi ove la corruzione è (quasi) inesistente o comunque meno diffusa sono anche i Paesi con la situazione economico-finanziaria complessiva più solida e con i conti pubblici in uno stato ottimale e ben migliore rispetto agli altri Ciao Luca
Posted by: Luca Cerioni | 03/11/2011 12:49:40

Puntualizzo che alla fine della giornata di ieri lo spread era salito ad oltre 450 per poi riaggiustarsi a valori inferiori. Oggi siamo intorno a 426 - quindi sempre per oltre il valore critico di 400.
Posted by: dr. Mauro Degli Esposti | 02/11/2011 09:36:19

Sono d'accordo con Filippo. Ormai l'Italia ha raggiunto un livello tale di corruzione che se tenta di fare qualche ritocco ai costi della politica e nella pubblica amministrazione per renderla piu' efficiente, salta tutto. Prima se la cavavano, svalutando la lira. L'euro per l'Italia e' diventato una palla al piede per quelle piccole aziende, sopratttutto nel nord est che esportavano perche' molto competitive.
Posted by: ing. Luca Boscolo | 02/11/2011 07:25:14

Questa non e' la soluzione. In gran parte delle grandi catene commerciali in UK si compra ormai soltanto "Made in China". L'industria manifatturiera e' diventata un'ombra. Diversamente da altri Paesi l'Italia sperpera grandi risorse nella politica, nella gestione dell'amministrazione pubblica, nella bassa qualita' della spesa e nelle pensioni che non sono finanziate dal risparmio. Poi si aggiunge l'infrastruttura mediocre, dalle scuole, alle Universita', agli ospedali, le strade, etc. etc. Non e' solo una questione di spendere all'estero. Quanto alla competitivita', si tratta di un problema vecchio, che prima dell'introduzione dell'Euro veniva periodicamente risolto con una svalutazione della lira - cosa che adesso non si puo' fare. Nella mia ultima visita in Italia ho trovato i prezzi in generale fino al 20% piu' altri che in Francia. Quindi nell'ipotesi di fallimento dell'Euro e di reintroduzione della lira, ci sara' una svalutazione overnight del 20% - ammesso che non ci sia caos totale, nel qual caso la svalutazione e' un problema collaterale.
Posted by: Antonio Filippone | 01/11/2011 23:59:28

Se continua cosi', l'Italia e' destinata a fallire. Anche se trovassero I soldi durerebbero altri 3 anni, in quanto li userebbero per importare altri prodotti dall'estero, non per diventare piu' competitivi.
Posted by: ing. Luca Boscolo | 01/11/2011 23:27:03

Le sorti dell'Italia sono diventate motivo di preoccupazione visto dall'UK. Newsnight e' appena stato a Milano per rivedere la situazione. Il sentimento di auto-compacimento per essere rimasti fuori dall'Euro da certi settori politico-finanziari e' in gran parte svanito. Il fallimento dell'Euro avrebbe serie conseguenze anche qui. Cio' premesso, esistono problemi a vari livelli. La mia impressione e' che la Grecia e' fallita e il referendum popolare indetto dal primo ministro servira' soltanto a creare caos che si diffondera' al resto di Europa. L'Italia non e' accomunabile alla Grecia, pero' la mancanza di riforme strutturali e il grande debito accumulato dai governi di tutti i colori negli ultimi venti anni sono ora all'attenzione dei mercati finanziari, con i risultati che sono stati citati. Non basta pensare a cambiare governo. Il debito resta. Ci vuole solidarieta' da tutte le parti.
Posted by: Antonio Filippone | 01/11/2011 23:09:14

Ringrazio per queste importanti e gravemente serie informazioni. Il problema, però, senza nulla togliere a questa obiettiva constatazione, è che siamo arrivati in Italia alle analisi più sperticate, spacchiamo il capello in 8, in 16 e persino in 32, ma non risolviamo assolutamente niente! Un dato recentissimo per tutti: disoccupazione giovanile in Italia al 29,3% !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Posted by: Rosario Carulli | 01/11/2011 15:00:58

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